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lunedì 5 maggio 2014

1 Giovanni 3: 11-18

Amarsi gli uni gli altri


Breve riflessione di Aldo Palladino




Il testo biblico
11 Poiché questo è il messaggio che avete udito fin da principio: che ci amiamo gli uni gli altri. 12 Non come Caino, che era dal maligno, e uccise il proprio fratello. Perché l'uccise? Perché le sue opere erano malvagie e quelle di suo fratello erano giuste. 13 Non vi meravigliate, fratelli, se il mondo vi odia. 14 Noi sappiamo che siamo passati dalla morte alla vita, perché amiamo i fratelli. Chi non ama rimane nella morte. 15 Chiunque odia suo fratello è omicida; e voi sapete che nessun omicida possiede in se stesso la vita eterna.
16 Da questo abbiamo conosciuto l'amore: egli ha dato la sua vita per noi; anche noi dobbiamo dare la nostra vita per i fratelli. 17 Ma se qualcuno possiede dei beni di questo mondo e vede suo fratello nel bisogno e non ha pietà di lui, come potrebbe l'amore di Dio essere in lui?
18 Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e in verità.
  

Il carattere distintivo dei figli di Dio

Molti credenti hanno l'abitudine, ai nostri giorni, di affiggere sul retro della propria auto un adesivo che in forma stilizzata vuole raffigurare un pesce, un simbolo che i primi cristiani usavano per riconoscersi, soprattutto in tempi di persecuzione. Altri usano simboli differenti o versi della Bibbia. Ma, in questa lettera, Giovanni ci mostra che un figlio di Dio ha ben altri segni esteriori di riconoscimento, che sono la pratica della giustizia e l'amore per suo fratello (10). Senza nulla togliere alle etichette autoadesive e ai simboli cristiani, è l'atteggiamento etico che rivela chi noi siamo, chi noi crediamo. Il cristiano deve avere impresso nella sua personalità, nel suo stile di vita, nel suo cuore il messaggio centrale dell'Evangelo: amarsi gli uni gli altri (11). Ciò significa che egli è costantemente impegnato a perseguire una vita d'amore verso Dio e verso il prossimo ovunque, ma particolarmente all'interno della comunità cristiana.

L'amore è vita

L'uomo può vivere la sua vita nel modo che ritiene più opportuno, ma se vuole scoprirne il senso più pieno, più vero, più profondo e più costruttivo deve incontrare e sperimentare l'amore di Dio per l'umanità e l'amore dell'uomo per il suo simile, perché l'amore è il motore della vita. Esso alimenta la vita interiore ed esteriore dell'uomo, fornisce stimoli e significati. Una vita d'amore, nella sua dimensione spirituale, crea relazioni sincere e disinteressate. La vita d'amore crea amicizia, comunione, perché l'amore di Dio per noi si realizza nella misura in cui sappiamo viverlo nelle relazioni interpersonali della vita sociale ed ecclesiale. Se il nostro comportamento incontra l'opposizione e l'odio, non scoraggiamoci, perché siamo passati dalla morte alla vita (14), da ora e per l'eternità.

Sapersi donare

La suprema manifestazione dell'amore di Dio per noi è il dono del suo Figlio, Gesù Cristo, il quale in obbedienza al Padre ha dato la sua vita per noi, alla croce. Da questo comprendiamo come siamo stati amati e come dobbiamo amare, cioè non a parole, ma con azioni concrete caratterizzate dalla verità (16-18).
                                                                                                                                                                  
                       Aldo Palladino

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