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sabato 6 febbraio 2016


          L'autogol di Papa Francesco

       
Commento su un fatto di attualità
          di Aldo Palladino


  
     Papa Francesco non finisce di stupire. Questa volta in modo negativo. Visto il flop del Giubileo che non riesce ad attrarre le folle di credenti a Roma con grave danno alle casse vaticane, ad albergatori e ristoratori romani e a tutto l'indotto commerciale  che ruota intorno alla macchina del sacro capitolino, ecco l'idea che rimette a posto le cose: traslare a Roma la salma di qualche celebre "santo" che riesca a mobilitare credenti, pellegrini, religiosi e curiosi dei nostri giorni per attrarli in S. Pietro, a Roma. E Padre Pio è la persona giusta, anche se cadavere, che risponde bene alle necessità vaticane. Altro cadavere "santo" trasferito a Roma per restarvi fino all'11 febbraio è quello di Apollonio Mandic. Due "Santi della misericordia". 
Ma chi ha deciso di scomodare due reliquie per rivitalizzare il Giubileo? Papa Francesco? La Curia romana nel suo insieme? O ambedue? Chiunque sia stato, resta il fatto che il Papa ha l'ultima parola su tutto e, dunque, è lui il responsabile in primis di ogni decisione.

Affrancarsi dal cattolicesimo pagano

     Quali responsabilità ha Papa Francesco?
Sono le responsabilità di un Vescovo cristiano, chiamato al servizio di Gesù Cristo e a una vita di discepolato nell'obbedienza alla Sua parola per testimoniare e annunciare con fedeltà e umiltà l'evangelo della grazia e della misericordia di Dio verso tutta l'umanità. 
Se tale è il compito del capo della chiesa cattolica e di tutti i leader cattolici, come cristiano dissento fortemente dalla strumentalizzazione per fini "religiosi e spirituali" delle spoglie mortali di due credenti dichiarati santi, Padre Pio e Apollonio. La fede che è nata dalla predicazione cristiana delle origini non si è mai alimentata del culto dei morti, delle processioni di cadaveri, di statue di legno, di argilla, ricoperte d'oro o di altri preziosi, perché tutto ciò è denunciato dalla Bibbia, dai profeti dell'Antico Testamento fino ai testimoni del Nuovo Testamento, come paganesimo. Nei morti, nelle statue, nelle immagini non c'è vita e non possono trasmettere la vita.
Papa Francesco, che ha l'obiettivo di purificare la chiesa da ogni sontuosità per trasformarla in una chiesa semplice e povera, ma ricca di un grande mandato, ha tra i suoi compiti quello di non alimentare una religiosità popolare che non ha alcun fondamento biblico e teologico. Le folle devono essere educate per crescere nella fede in Dio rivelato in Gesù Cristo e in Lui soltanto. Pertanto gli educatori cristiani non possono tradire o inquinare l'evangelo con filosofie, credi e tradizioni popolari sia pure legate a personaggi dalla vita esemplare. Non ci è permesso di esaltare la creatura al posto del Creatore e di Gesù Cristo, perché solo la croce di Gesù e la potenza della sua risurrezione sono il centro del messaggio cristiano e del cammino di ogni vero credente.
Il Giubileo proclamato da Papa Francesco dovrebbe essere l'occasione per predicare alle folle di andare a Cristo e a Lui soltanto e per chiamare tutti alla conversione ad una vita rinnovata dall'azione della sua Parola e per l'azione dello Spirito Santo.
A nulla vale, durante il Giubileo, comprare con soldi indulgenze per ottenere favori spirituali personali ovvero il perdono di Dio a pagamento perché, come afferma l'apostolo Paolo, " è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede: e ciò non viene da voi; è il dono di Dio" (Ef. 2, 8). Lutero aveva già denunziato a suo tempo questo mercato, che favoriva solo il benessere delle gerarchie ecclesiastiche cattoliche ma non liberava minimamente le coscienze, lasciandole in una sorta di schiavitù spirituale in quanto dipendenti dal potere umano delle autorità clericali.
Oggi è tempo di dire ad alta voce che questo modo vecchio di essere cattolici offende i veri credenti in Cristo di qualunque confessione cristiana, ma offende anche questa nostra Italia che appare sempre più un Paese al di fuori del tempo, della storia, e che dipende sempre più nelle sue scelte politiche, civili ed etiche, da un Vaticano intrigante e influente, ma sempre conservatore.

                                                                               Palladino Aldo