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venerdì 30 aprile 2010

LA LETTERA DEL CITTADINO DI ADRO

"IO NON CI STO"

Sono figlio di un mezzadro che non aveva soldi ma un infinito patrimonio di dignità. Ho vissuto i miei primi anni di vita in una cascina come quella del film "L'albero degli zoccoli". Ho studiato molto e oggi ho ancora intatto tutto il patrimonio di dignità e inoltre ho guadagnato i soldi per vivere bene. E' per questi motivi che ho deciso di rilevare il debito dei genitori di Adro che non pagano la mensa scolastica.

A scanso di equivoci, premetto che:

  • Non sono "comunista". Alle ultime elezioni ho votato per Formigoni. Ciò non mi impedisce di avere amici dì tutte le idee politiche. Gli chiedo sempre e solo la condivisione dei valori fondamentali e al primo posto il rispetto della persona.
  • So perfettamente che fra le 40 famiglie alcune sono di furbetti che ne approfittano, ma di furbi ne conosco molti. Alcuni sono milionari e vogliono anche fare la morale agli altri. In questo caso, nel dubbio sto con i primi. Agli extracomunitari chiedo il rispetto dei nostri costumi e delle nostre leggi, ma lo chiedo con fermezza ed educazione cercando di essere il primo a rispettarle. E tirare in ballo i bambini non è compreso nell'educazione.

 

Ho sempre la preoccupazione di essere come quei signori che seduti in un bel ristorante se la prendono con gli extracomunitari. Peccato che la loro Mercedes sia appena stata lavata da un albanese e il cibo cucinato da un egiziano. Dimenticavo, la mamma è a casa assistita da una signora dell'Ucraina.

 

Vedo attorno a me una preoccupante e crescente intolleranza verso chi ha di meno. Purtroppo ho l'insana abitudine di leggere e so bene che i campi di concentramento nazisti non sono nati dal nulla, prima ci sono stati anni di piccoli passi verso il baratro. In fondo in fondo chiedere di mettere una stella gialla sul braccio agli ebrei non era poi una cosa che faceva male.

I miei compaesani si sono dimenticati in poco tempo da dove vengono. Mi vergogno che proprio il mio paese sia paladino di questo spostare l'asticella dell'intolleranza di un passo all'anno, prima con la taglia, poi con il rifiuto del sostegno regionale, poi con la mensa dei bambini, ma potrei portare molti altri casi.

 

Quando facevo le elementari alcuni miei compagni avevano il sostegno del patronato. Noi eravamo poveri, ma non ci siamo mai indignati. Ma dove sono i miei compaesani, ma come è possibile che non capiscano quello che sta avvenendo?     

Che non mi vengano a portare considerazioni "miserevoli". Anche il padrone del film di cui sopra aveva ragione. La pianta che il contadino aveva tagliato era la sua. Mica poteva metterla sempre lui la pianta per gli zoccoli. (E se non conoscono il film che se lo guardino…)

 

Ma dove sono i miei sacerdoti. Sono forse disponibili a barattare la difesa del crocifisso con qualche etto di razzismo. Se esponiamo un bel rosario grande nella nostra casa, poi possiamo fare quello che vogliamo?

Vorrei sentire i miei preti "urlare", scuotere l'animo della gente, dirci bene quali sono i valori, perché altrimenti penso che sono anche loro dentro il "commercio".

 

Ma dov'è il segretario del partito per cui ho votato e che si vuole chiamare "partito dell'amore". Ma dove sono i leader di quella Lega che vuole candidarsi a guidare l'Italia.
So per certo che non sono tutti ottusi ma che non si nascondano dietro un dito, non facciano come coloro che negli anni 70 chiamavano i brigatisti "compagni che sbagliano".

Ma dove sono i consiglieri e gli assessori di Adro? Se credono davvero nel federalismo, che ci diano le dichiarazioni dei redditi loro e delle loro famiglie negli ultimi 10 anni. Tanto per farci capire come pagano le loro belle cose e case.

Non vorrei mai essere io a pagare anche per loro. Non vorrei che il loro reddito (o tenore di vita) Venga dalle tasse del papa di uno di questi bambini che lavora in fonderia per 1200 euro mese (regolari).

 

Ma dove sono i miei compaesani che non si domandano dove, come e quanti soldi spende l'amministrazione per non trovare i soldi per la mensa. Ma da dove vengono tutti i soldi che si muovono, e dove vanno?

Ma quanto rendono (o quanto dovrebbero o potrebbero rendere) gli oneri dei 30.000 metri cubi del laghetto Sala. E i 50.000 metri della nuova area verde sopra il Santuario chi li paga? E se poi domani ci costruissero? E se il Santuario fosse tutto circondato da edifici? Va sempre bene tutto?
Ma non hanno il dubbio che qualcuno voglia distrarre la loro attenzione per fini diversi. Non hanno il dubbio di essere usati? E' già successo nella storia e anche in quella del nostro paese.

Il sonno della ragione genera mostri.

 

Io sono per la legalità. Per tutti e per sempre. Per me quelli che non pagano sono tutti uguali, quando non pagano un pasto, ma anche quando chiudono le aziende senza pagare i fornitori o i dipendenti o le banche. Anche quando girano con i macchinoni e non pagano tutte le tasse, perché anche in quel caso qualcuno paga per loro.

Sono come i genitori di quei bambini. Ma che almeno non pretendano di farci la morale e di insegnare la legalità perché tutti questi begli insegnamenti li stanno dando anche ai loro figli.

E chi semina vento, raccoglie tempesta!

 

I 40 bambini che hanno ricevuto la lettera di sospensione servizio mensa, fra 20/30 anni vivranno nel nostro paese. L'età gioca a loro favore. Saranno quelli che ci verranno a cambiare il pannolone alla casa di riposo. Ma quei giorno siamo sicuri che si saranno dimenticati di oggi?
E se non ce lo volessero più cambiare? Non ditemi che verranno i nostri figli perché il senso di solidarietà glielo stiamo insegnando noi adesso. E' anche per questo che non ci sto.

Voglio urlare che io non ci sto. Ma per non urlare e basta ho deciso di fare un gesto che vorrà dire poco, ma vuole tentare di svegliare la coscienza dei miei compaesani.

 

Ho versato quanto necessario a garantire il diritto all'uso della mensa per tutti i bambini, in modo da non creare rischi di dissesto finanziario per l'amministrazione, in tal modo mi impegno a garantire tutta la copertura necessaria per l'anno scolastico 2009/2010.

Quando i genitori potranno pagare, i soldi verranno versati in modo normale, se non potranno o vorranno pagare il costo della mensa residuo resterà a mio totale carico. Ogni valutazione dei vari casi che dovessero crearsi è nella piena discrezione della responsabile del servizio mensa.

Sono certo che almeno uno di quei bambini diventerà docente universitario o medico o imprenditore o infermiere e il suo solo rispetto varrà la spesa.

Ne sono certo perché questi studieranno mentre i nostri figli faranno le notti in discoteca o a bearsi con i valori del "grande fratello".

 

Il mio gesto è simbolico perché non posso pagare per tutti o per sempre e comunque so benissimo che non risolvo certo i problemi di quelle famiglie.

Mi basta sapere che per i miei amministratori, per i miei compaesani e molto di più per quei bambini sia chiaro che io non ci sto e non sono solo.

Molto più dei soldi mi costerà il lavorio di diffamazione che come per altri casi verrà attivato da chi sa di avere la coda di paglia. Mi consola il fatto che catturerà soltanto quelle persone che mi onoreranno del loro disprezzo.

Posso sopportarlo. L'idea che fra 30 anni non mi cambino il pannolone invece mi atterrisce.

Ci sono cose che non si possono comprare. La famosa carta di credito c'è, ma solo per tutto il resto.

 

     Un cittadino di Adro

 

giovedì 22 aprile 2010

LA SINDONE ovvero un modo dubbio di cercare il volto di Cristo

Ostensioni

Dal 10 aprile al 23 maggio 2010, si svolgerà a Torino l'ostensione della Sacra Sindone, un lenzuolo di lino su cui sarebbe impresso il volto e il corpo di Gesù.

Il condizionale è d'obbligo, perché il mondo scientifico è diviso sull'autenticità di quel lenzuolo e sull'identità del personaggio. È il volto e il corpo di Gesù? Non avremo mai certezze sull'argomento, ma solo ipotesi. Certo è che intorno alla Sindone si muove l'universo cattolico torinese e romano con una poderosa organizzazione che lascia stupiti e meravigliati. Di nuovo tanta attenzione per una reliquia. E non è la prima né l'ultima. La chiesa cattolica si nutre del culto delle reliquie.

Ora è il turno della Sindone. Prima di essa, nel 2009, a S. Giovanni Rotondo, è stato riesumato ed esposto al pubblico il corpo di Padre Pio, dopo 41 anni dalla sua tumulazione avvenuta nel settembre del 1968.

Recentemente, lo scorso febbraio, nella basilica di Padova c'è stata l'ostensione del corpo di Sant'Antonio.

A Napoli, ogni anno si attende da S. Gennaro il miracolo della liquefazione del suo sangue.

 

Cattolicesimo pagano

E non parliamo di tutta quella religiosità popolare espressa nelle feste patronali, quando intorno alla statua di un "santo" o di una "santa" ruota un intero quartiere, una borgata, forse anche una intera città, in processione dietro una statua di legno o di gesso ricoperta di collane, corone, doni d'oro e fiori.

Si può comprendere come mai il cattolicesimo abbia storicamente raccolto nel suo ambito quel paganesimo prosperoso, fatto di dèi, altari sacrificali, e lo abbia incanalato nella tradizione cristiana. Così facendo, ha assunto potere sulle masse, ma ne ha subìto la nefasta ed incontrollabile influenza, perché il cattolicesimo non ha cristianizzato i pagani, ma sono stati i pagani a decristianizzare il cattolicesimo. La tesi sostenibile è che il cattolicesimo sia oggi una miscellanea di culti, ordini, tradizioni, riti pagani, che vengono uniti ad altre manifestazioni di spiritualità sincera, ad iniziative encomiabili di ricerca della centralità del Cristo nella vita ecclesiale. Con queste ultime c'è fraterno dialogo, rispetto e stima, perché accomunate dalla comune fede nel Signore e Salvatore Gesù Cristo, e solo in Lui. Ma, con altre realtà ecclesiali cattoliche, purtroppo, il dialogo è fermo e non registra progressi.

La convivenza di forme e riti pagani nel cattolicesimo è una zavorra che rallenta la crescita di ogni singolo cattolico verso la maturità cristiana e ritarda, sia nella chiesa che nella società, ogni sviluppo per la realizzazione di una vita sana, libera, civile.

Dunque, sarebbe auspicabile che le autorità cattoliche avviassero progressivamente un intenso programma di eliminazione di tutte quelle forme di paganesimo in contrasto con lo spirito del cristianesimo primitivo, che era ben radicato nella predicazione del messaggio liberatorio e salvifico di Gesù Cristo. Non guasterebbero, inoltre, iniziative per un'educazione catechetica delle masse per riportare il popolo, i fedeli, ad una fede più profonda ed intelligente, spirituale ed umana, scevra di credenze e credi posticci lasciati affluire in seno al cattolicesimo sempre a scapito della verità evangelica.

Non è più tempo di continuare a prendersi in giro e a far finta che tutto vada bene. La chiesa cattolica ha le risorse per correggere la rotta e dare all'uomo di oggi le risposte spirituali per una vita rinnovata e di senso. Ma deve abbandonare la "politica" di tollerare ogni forma di paganesimo, dalle reliquie alla riesumazione di cadaveri, dalle indulgenze alle penitenze, dal culto dei morti alla beatificazione e santificazione di uomini e donne, ecc., per poter mantenere il controllo degli eventi e delle masse di credenti ingenui e in buona fede, forse anche per poter alimentare le proprie finanze. 

  

Cercare il volto di Cristo

Ma è proprio necessario vedere un lenzuolo con l'effigie di uno sconosciuto personaggio per cercare il volto di Gesù Cristo? E ammesso che quel volto sia di Gesù, veramente pensiamo che la nostra fede sia rafforzata da questa visione? Il vangelo di Luca ci riferisce che quando le donne andarono al sepolcro per ungere il corpo di Gesù con gli aromi, due uomini in vesti risplendenti dissero loro: "Perché cercate il vivente tra i morti? Egli non è qui, ma è risuscitato..."

(24, 1-5).

Questa domanda/affermazione deve guidare la fede di ogni cristiano. Gesù Cristo non è tra i morti, perché è vivo. Risorto, vivente! Il suo volto possiamo incontrarlo nel mondo dei vivi e non dei morti, e non è necessario fare dei pellegrinaggi di molti chilometri. La fede non si interessa ai morti, ma è sensibile verso il mondo dei vivi. Il volto di Gesù Cristo lo puoi vedere nei bambini   poveri e indifesi delle nostre città o di tanti paesi poveri del sud del mondo, nei diseredati che attraversano il mare per approdare a un pezzo di pane e di libertà, nelle donne costrette a prostituirsi per la vigliaccheria di uomini malvagi, negli operai che hanno perso il posto di lavoro ed hanno perso anche la speranza di una società giusta e solidale. Il volto di Gesù Cristo non è in un lenzuolo: è impresso negli uomini e nelle donne sofferenti di questo mondo, vicine o lontane!

Cercare il volto di Cristo non è stazionare dinanzi ad una reliquia, ma è orientare la propria vita nella direzione indicataci da Gesù: " In verità vi dico che in quanto lo avete fatto a uno di questi miei minimi fratelli, l'avete fatto a me" (Matteo 25, 40).

 

Aldo Palladino