Translate

mercoledì 19 ottobre 2011

Passi verso la maturità spirituale

Meditazione di Aldo  Palladino

Testo biblico: Ef. 4: 11-15; 2 Pt. 3: 18


I due testi biblici
11 È lui che ha dato alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti, altri come pastori e dottori, 12 per il perfezionamento dei santi in vista dell'opera del ministero e dell'edificazione del corpo di Cristo, 13 fino a che tutti giungiamo all'unità della fede e della piena conoscenza del Figlio di Dio, allo stato di uomini fatti, all'altezza della statura perfetta di Cristo; 14 affinché non siamo più come bambini sballottati e portati qua e là da ogni vento di dottrina per la frode degli uomini, per l'astuzia loro nelle arti seduttrici dell'errore; 15 ma, seguendo la verità nell'amore, cresciamo in ogni cosa verso colui che è il capo, cioè Cristo (Ef. 4:11-15).
…ma crescete nella grazia e nella conoscenza del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo. A lui sia la gloria, ora e in eterno. Amen (2 Pt. 3:18).
oooOooo
Il testo della meditazione di oggi ha come tema la crescita ovvero come si diventa un cristiano o una cristiana spiritualmente maturi.
Ve la propone una persona che matura non è e che prima di predicare agli altri sulla maturità cristiana ha ricevuto dal Signore un invito a crescere sempre di più. D'altra parte non si può parlare agli altri se prima la Parola non ha parlato a noi. 
Siamo molto interessati al nostro progresso personale in ogni campo della nostra vita, economica, sociale, culturale. Impieghiamo molte energie e facciamo immensi sforzi e sacrifici pur di realizzare i nostri desideri, i nostri sogni per una vita più sicura e più felice, per noi e per i nostri figli, ma bisogna aggiungere nell'orizzonte della nostra materialità anche una vita spirituale.
       Noi sappiamo che la volontà di Dio per ogni credente è la crescita spirituale con l'obiettivo di perseguire una maturità spirituale. Questa è una delle più importanti priorità che la Parola di Dio richiede ad ogni convertito.
Come abbiamo letto: "Crescere in ogni cosa verso Colui che è il capo, cioè Cristo" (15).
Il desiderio di Dio per noi è quello di farci diventare simili a Gesù. Infatti Paolo dice: "Perché quelli che ha preconosciuti, li ha pure predestinati a essere conformi all'immagine del Figlio suo, affinché egli sia il primogenito tra molti fratelli" (Rom. 8:29).



CONSIDERAZIONI GENERALI SULLA CRESCITA

La crescita spirituale non è automatica
Come la crescita psicofisica di un bambino avviene se si prestano delle cure particolari (allattamento, attenzioni affettive, ecc.) così avviene per il cristiano appena convertito. Egli ha bisogno di essere seguito in ogni sua fase di crescita, perché la crescita spirituale non è un fatto automatico. Frequentare il culto della domenica mattina è giusto, ma non basta per crescere. Né basta essere convertiti da tanto tempo.
       Nelle chiese ci sono tanti credenti,  anche anziani di età che sono dei neonati spirituali, come dice l'epistola agli Ebrei: "Infatti, dopo tanto tempo dovreste essere già maestri; invece avete di nuovo bisogno che vi siano insegnati i primi oracoli di Dio; siete giunti al punto che avete bisogno di latte e non di cibo solido" (Eb. 5:12).
       Nella chiesa si può invecchiare rimanendo bambini. E questo non è sano.
Quando si verifica questo è perché non c'è stato o non c'è nella chiesa un programma che aiuti il neoconvertito a crescere. Non solo. C'è da dire che molti credenti non vogliono diventare maturi, preferiscono rimanere bambini, perché essere maturi comporta responsabilità e impegni seri.
Dunque, nella chiesa occorre avviare dei programmi per attivare dei processi di crescita. Ciò richiede da parte di tutti un impegno a voler crescere. Non bastano i programmi: occorre anche la volontà di ognuno a seguire dei percorsi verso la maturità spirituale.
Paolo dice: "Adoperatevi al compimento della vostra salvezza con timore e tremore; infatti è Dio che produce in voi il volere e l'agire, secondo il suo disegno benevolo" (Fil. 2:12-13). Gesù ha realizzato la nostra salvezza, ma noi dobbiamo collaborare crescendo in essa, non per essere salvati (noi non possiamo aggiungere nulla all'opera della croce), ma perché siamo stati salvati.

La crescita spirituale è per tutti
La crescita spirituale non è riservata a specialisti o a persone superdotate: è per tutto il popolo di Dio.

La maturità spirituale non è istantanea
La crescita spirituale è un processo fatto di varie tappe che richiede tempo. E' un cammino che dura tutta la vita. Quindi, impegno continuo.

La maturità cristiana non è una somma di concetti biblici teorici: si manifesta nella vita pratica
L'inizio del cammino di crescita per la maturità spirituale ha come fondamento la conoscenza della Bibbia, ma la maturità cristiana non consiste solamente nella conoscenza biblica. La maturità cristiana non è solo questione di credenze, di convinzioni, ma dipende anche dalla condotta personale, dal carattere plasmato e modellato dallo Spirito santo, dall'assimilazione di nuove abitudini di vita, di un modo di pensare rinnovato, dal cambiamento del nostro stile di vita che deve essere consacrato e impegnato.

Giacomo 2:17-18 afferma: "Così è della fede; se non ha opere è per se stessa morta. Anzi uno piuttosto dirà: "Tu hai fede, e io ho le opere; mostrami la tua fede senza le opere, e io con le mie opere ti mostrerò la mia fede".

1 Giovanni 3: 18 ci ricorda: "Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e in verità".

Paolo ha insegnato le dottrine fondamentali del cristianesimo, ma ha sempre unito fede/credo ed etica, insegnamento e condotta. Non ha mai pensato ad un sistema di idee disgiunto dalla vita. Per l'apostolo Paolo il cristianesimo non è una filosofia: è una relazione, un rapporto che si realizza nella vita di ogni giorno col Signore e con la comunità ecclesiale e sociale nelle quali viviamo.

Gesù disse: "Li riconoscerete dai loro frutti" (Mt. 7:16). Tutto l'evangelo del nostro Signore è uno specchio  in cui ognuno può guardarsi e riconoscere quale immagine porta di quell'evangelo nella sua vita.


La maturità spirituale si nutre di relazioni fraterne
Le Scritture sanciscono senza mezzi termini che la nuova vita in Cristo significa far parte di un corpo, la chiesa, nella quale si è membri gli uni degli altri (Rom. 12: 4-5) in quella vita di relazioni fraterne dove la nostra fede personale e la nostra comunione vengono messi alla prova.

1 Giovanni 1:7 ci ricorda: "Se camminiamo nella luce, com'egli è nella luce, abbiamo comunione l'uno con l'altro".
Leggi anche 1 Giovanni 3:14, 4:.20.

Un credente maturo deve avere relazioni con altri cristiani (1 Giovanni 4: 20).
La qualità della nostra relazione con Cristo dipende in buona parte anche dalla qualità della relazione con i nostri fratelli.
"Il Signore vi faccia crescere e abbondare in amore gli uni verso gli altri e verso tutti, come anche noi abbondiamo verso di voi"  (1 Tess. 3: 12).

La maturità spirituale coinvolge il cristiano nello spirito, nell'anima e nel corpo
La forma del credente che viene fuori dal tipo di educazione che viene data nelle nostre chiese è una persona con una grande testa e con un corpo striminzito. Questo perché oltre all'insegnamento biblico non vengono fortemente sviluppate altre attività che rientrano nella sfera emotiva e relazionale dei credenti (canto, musica, adorazione, comunione, evangelizzazione, cura pastorale, ospitalità, ecc.).
Nella nostra vita spirituale non siamo chiamati a nutrire dottrinalmente soltanto il cervello, ma occorre sviluppare tutte quelle forme di servizio e di comunione che mettono in azione in nostro corpo. Non solo, dunque, il nostro cuore e la nostra mente, ma anche il nostro corpo per Cristo (Rom. 12:1-2).
L'equilibrio dello sviluppo della nostra intera persona, spirito, anima e corpo (1 Tess. 5:23) è argomento trattato nella bibbia (1 Tess. 4: 4-5) e ci coinvolge.



LE TAPPE DEL CAMMINO VERSO LA MATURITA' SPIRITUALE

Quali sono le tappe fondamentali per intraprendere questo cammino di crescita verso la maturità spirituale?

1.    Conoscere la bibbia (cuore e mente in azione)
2.    Imparare a ricercare il punto di vista di Dio nei fatti della nostra vita, cioè comprendere la volontà di Dio e sottomettervi
3.    Ricercare la pienezza dello Spirito santo (consacrazione)
4.    Sviluppare il carattere di Cristo (Cristo in me)


Per ognuno di questi temi occorrerebbe una meditazione più approfondita. Oggi mi limito ad anticiparne qualche elemento fondamentale.


1.     Conoscere la bibbia (cuore e mente in azione)
       (Lc. 24:27, 32, 45; giov. 5:39; At. 17:11; 2 Tim. 3:16)

Non è possibile iniziare alcun percorso formativo di crescita spirituale senza conoscere la bibbia. Sembra un fatto scontato questo, ma non lo è. Tanti credenti preferiscono leggere altri libri o libri che hanno attinenza con la bibbia e trascurano la semplice lettura della bibbia.
Tanti altri credenti si limitano soltanto a leggere la bibbia senza farne oggetto di studio, di meditazione, di ricerca.
Nella chiesa, dunque, occorrono programmi per la conoscenza della Parola di Dio in modo approfondito per far crescere sia i neo convertiti sia i vecchi membri di chiesa. Con l'attenzione, però, di sviluppare in tale persone l'impegno a vivere ogni giorno i valori e i principi divini appresi nella Scrittura.
Avere nelle chiese dei credenti con una grande conoscenza della bibbia, ma senza amore per il prossimo, pieni di sé e di giudizio, non fa una buona pubblicità alla bibbia stessa, anzi allontana le persone dalla Scrittura e dalle chiese.
Ricordiamoci che l'apostolo Paolo diceva: "La conoscenza gonfia, ma l'amore edifica" (1 Cor. 8:1).

Mettiamo dunque al centro della vita della chiesa e della nostra vita personale la Parola di Dio, ma attenti all'uso che ne facciamo! Se non la mettiamo in pratica o ne facciamo un'errata applicazione, commettiamo peccato.



2.    Imparare a ricercare il punto di vista di Dio  nei fatti della nostra vita, cioè comprendere la volontà di Dio e sottomettervi

L'applicazione ai fatti della nostra vita del punto di vista di Dio è una tappa importante della nostra crescita spirituale.
La conoscenza biblica ci insegna cosa Dio ha detto e fatto, ma la ricerca del punto di vista di Dio ci fa conoscere anche il "perché" Dio ha detto e fatto in quel modo. E questo è utile per comprendere il testo biblico con una maggiore profondità per meglio capire le vie di Dio per noi, per amarlo di più, e per essere meglio equipaggiati ad affrontare le difficoltà nella vita.

Il testo che abbiamo letto ci ricorda: "Affinché non siamo più come bambini sballottati e portati qua e là da ogni vento di dottrina per la frode degli uomini, per l'astuzia loro nelle arti seduttrici dell'errore" (Ef. 4:14).

"Siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza quale sia la volontà di Dio, la buona, gradita e perfetta volontà" (Rom. 12: 2).


3.    Ricercare la pienezza dello Spirito santo

Gli ostacoli alla realizzazione della pienezza dello Spirito Santo nella nostra vita sono due: il nostro temperamento e le nostre abitudini legate alla vecchia natura. Lo Spirito santo è venuto a dimorare in noi dal momento della nostra conversione, ma la sua azione in noi è terribilmente frenata e ostacolata da noi stessi. Evidentemente c'è ancora da lavorare dentro di noi. Ed è per questo che le parole di Paolo "Siate ricolmi di Spirito" (Ef. 5:18) e "camminate secondo lo Spirito" (Gal. 5:16) suonano come un'esortazione a rivedere il nostro cammino e ad impegnarci a vivere in novità di vita, pieni di amore e di passione per le cose del Signore, nella chiesa e fuori della chiesa.
Ricercare la pienezza dello Spirito Santo significa, dunque, dare la priorità a Dio in tutti i nostri programmi, eliminare gli idoli vani della nostra esistenza, donarsi  totalmente per sostenere la Sua opera, vivere una vita di preghiera e di contatto con Dio, amare il prossimo, fare del bene a tutti, avere obiettivi e motivazioni in vista del regno di Dio.


4. Sviluppare il carattere di Cristo (Cristo in me)

La Scrittura ci insegna che il nostro io, il nostro carattere è la grande roccaforte che oppone resistenza all'azione dello Spirito Santo. Quando diamo il nostro cuore a Cristo, la nuova Vita entra in noi, ma irrompe in noi rispettando la nostra libertà e i nostri desideri.
Cosa ci rende restii al grande cambiamento nella nostra vita?

Forse il fatto di avere accolto Gesù in modo formale o per tradizione di famiglia, senza avere avuto un reale incontro con Lui.
Forse abbiamo accolto Gesù con delle riserve mentali per cui non ci siamo veramente schierati per Lui e lo abbiamo relegato in un angolino della nostra vita.
Sviluppare il carattere di Cristo in noi comporta assumere nella nostra vita valori e principi nuovi, significa orientare il nostro pensiero e il nostro cuore secondo la mente e il cuore del Signore.
Per questo non sono cambiato. Perché Gesù veramente non ancora vive pienamente in me. Lo tengo ancora un po' fuori dalla mia vita e lo lascio entrare solo quando ne ho bisogno. Questa non è fede genuina, è fede utilitaristica.
Paolo e tanti credenti hanno deciso per Gesù nella loro vita.
E' venuto il momento anche per noi di prendere una decisione personale profonda di impegno e di servizio, di adorazione del nostro Signore e Dio.

Quando Gesù vive in me, la preghiera si eleva spontanea, la lode e l'adorazione prorompono senza freni, chi ci sta intorno è visto come l'oggetto della misericordia e della grazia di Dio, quindi accolto senza pregiudizi e senza paure, la predicazione dell'Evangelo diviene obiettivo primario del nostro servizio, aiutare chi è nel bisogno diventa un impegno che risponde al desiderio del Signore di fare del bene a tutti, a cominciare da quelli di casa nostra.
Quando Gesù vive in me, tutta la spazzatura dentro e fuori di noi viene buttata via. Il nostro cuore si purifica.
Quando Gesù vive in me, Egli è l'unico riferimento e modello cui il nostro cuore aspira, perché abbiamo realizzato in noi la forza della sua azione redentrice e liberatrice che dà valore alla nostra vita, presente e futura. 
Quando Gesù vive in me, le cose vecchie sono passate, ecco tutto è diventato nuovo, in una nuova luce e in una nuova ottica.
Gesù ci ama.
Egli personifica il regno di Dio, che è diventato vicino, che è dentro di noi.
Amiamolo con tutto il nostro cuore, perché ha dato la sua vita per noi!

Leggere Col. 3: 12-17.
                                                                                                          Aldo Palladino