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23 giugno 2011


Libro dei Numeri 31: 25-54
Bottino di guerra

Riflessione biblica di Aldo Palladino





Il testo biblico
25 Il SIGNORE disse ancora a Mosè: «Tu, con il sacerdote Eleazar e con i capi famiglia della comunità, fa' il conto di tutta la preda che è stata fatta: della gente e del bestiame; 27 e dividi la preda fra i combattenti, che sono andati in guerra, e tutta la comunità. 28 Dalla parte spettante ai soldati, che sono andati in guerra, preleverai un tributo per il SIGNORE: cioè uno su cinquecento, tanto delle persone quanto dei buoi, degli asini e delle pecore. 29 Lo prenderete sulla loro metà e lo darai al sacerdote Eleazar come offerta al SIGNORE. 30 Dalla metà che spetta ai figli d'Israele prenderai uno su cinquanta, tanto delle persone quanto dei buoi, degli asini, delle pecore, di tutto il bestiame e lo darai ai Leviti, che hanno l'incarico del tabernacolo del SIGNORE».
31 Mosè e il sacerdote Eleazar fecero come il SIGNORE aveva ordinato a Mosè.
32 Or la preda, cioè quello che rimaneva del bottino fatto dagli uomini che erano stati alla guerra, consisteva in seicentosettantacinquemila pecore, 33 settantaduemila buoi, sessantunmila asini 34 e trentaduemila persone, ossia donne 35 che non avevano avuto rapporti sessuali con uomini. 36 La metà, cioè la parte di quelli che erano andati alla guerra, fu di trecentotrentasettemilacinquecento pecore, 37 delle quali seicentosettantacinque per il tributo al SIGNORE; 38 trentaseimila bovini, dei quali settantadue per il tributo al SIGNORE; 39 trentamilacinquecento asini, dei quali sessantuno per il tributo al SIGNORE, 40 e sedicimila persone, delle quali trentadue per il tributo al SIGNORE. 41 Mosè diede al sacerdote Eleazar il tributo prelevato per l'offerta al SIGNORE, come il SIGNORE gli aveva ordinato. 42 La metà che spettava ai figli d'Israele, dopo che Mosè ebbe fatta la spartizione con gli uomini andati alla guerra, la metà spettante alla comunità 43 fu di trecentotrentasettemilacinquecento pecore, 44 trentaseimila buoi, 45 trentamilacinquecento asini e sedicimila persone. 46 Da questa metà, 47 che spettava ai figli d'Israele, Mosè prese uno su cinquanta, tanto degli uomini quanto degli animali, e li diede ai Leviti che hanno l'incarico del tabernacolo del SIGNORE, come il SIGNORE aveva ordinato a Mosè.
48 I comandanti dei reparti dell'esercito, capi di migliaia e capi di centinaia, si avvicinarono a Mosè e gli dissero: 49 «I tuoi servi hanno fatto il conto dei soldati che erano ai nostri ordini e non ne manca neppure uno. 50 Noi portiamo, come offerta al SIGNORE, ciascuno gli oggetti d'oro che ha trovato: catenelle, braccialetti, anelli, pendenti, collane, per fare l'espiazione per le nostre persone davanti al SIGNORE». 51 Mosè e il sacerdote Eleazar presero dalle loro mani tutto quell'oro in gioielli lavorati. 52 Tutto l'oro dell'offerta che essi presentarono al SIGNORE, da parte dei capi di migliaia e dei capi di centinaia, pesava sedicimilasettecentocinquanta sicli. 53 Ma gli uomini dell'esercito si tennero il bottino che ognuno aveva fatto per conto suo. 54 Mosè e il sacerdote Eleazar presero l'oro dei capi di migliaia e di centinaia e lo portarono nella tenda di convegno per ricordare al SIGNORE i figli d'Israele.

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La vittoria è del Signore
Usanza comune a tutti i popoli dell'antichità era la spartizione del bottino di guerra tra i vincitori. Anche Israele si comporta allo stesso modo con la differenza che il bottino viene diviso secondo precise indicazioni. C'è una parte spettante ai soldati e alla comunità (27) e di essa una percentuale è destinata, come offerta o tributo al Signore, per sostenere il sacerdote e il servizio dei Leviti (29-30). In più, dopo aver verificato che non c'erano stati morti tra le loro fila, i comandanti decidono di recare al Signore un'offerta di oggetti d'oro (oltre 270 kg) che ognuno di loro aveva sottratto al nemico. Con il loro sacrificio di espiazione, tutti i comandanti ringraziano il Signore che nella sua grazia ha preservato loro e i soldati dalla morte (48-50).
Anche se oggi parlare di bottino di guerra ci fa inorridire, l'episodio ci fa capire che nel valutare le nostre azioni, le nostre imprese, le nostre attività, si è sempre pronti a prenderci il merito dei risultati raggiunti, soprattutto quando sono positivi. Ma ogni uomo, ancor più se credente, sa bene che ogni sua azione ha l'approvazione di Dio solo se rispetta la Sua volontà.  Quello che l'uomo fa deve passare al vaglio del giudizio e della grazia di Dio che dà la sua benedizione a chiunque opera con giustizia e verità.

Offerta per il Signore
Quale insegnamento possiamo trarre da questa triste pagina di storia? Se comprendiamo che il Signore è la causa di ogni nostro bene, come hanno fatto i comandanti d'Israele anche noi possiamo orientare la nostra vita e il nostro agire non per noi stessi, ma per Lui. Dalla vita traiamo gratificazioni, soddisfazioni e affermazioni personali, insieme con illusioni, disillusioni, sconfitte e altro, ma per gustare la vera felicità a cui tutti tendiamo, dobbiamo probabilmente investire nella consapevolezza che il fine di ogni nostro sogno, di ogni nostra aspirazione, di ogni nostro progetto ha senso se sappiamo mettere il Signore e ogni sua esigenza dentro di essi. Il "bottino" che realizziamo nella nostra esistenza deve comportare un'offerta per il Signore, cioè il riconoscimento della sua grazia e del suo amore che non mancano mai. È un tributo di riconoscenza e di adorazione che Gli è dovuto.

                                                                                 Aldo Palladino

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