17 Febbraio
La Festa della Libertà dei Valdesi
In ricordo di tutto questo, il 16 febbraio, in tutte le borgate delle valli valdesi piemontesi, si accendono i tradizionali "falò della libertà" per testimoniare che le tenebre sono statevinte dalla luce della fedeltà e dell'amore di Dio e intorno a quei fuochi si cantano due inni importanti: "il Giuro di Sibaud" e "Forte Rocca". Il primo ricorda il patto di reciproca fedeltà che i Valdesi del "glorioso rimpatrio" siglarono il 1° settembre 1689 nella borgata del Sibaud, a Bobbio Pellice (To); il secondo, prodotto da Martin Lutero (Ein feste Burg ist unser Gott), è un inno della Riforma protestante che loda Dio come Forte Rocca che sostiene e libera l'uomo da ogni pericolo. A questo inno si ispirò Johann Sebastian Bach nella sua Cantata BWV80.
La libertà, dono e responsabilità La festa della libertà del 17 febbraio deve essere vissuta non solo come libertà "da" qualcosa (dai mali del passato), ma anche come libertà "per" qualcosa. È un monito per tutti perché non succeda mai più che una minoranza religiosa sia costretta a subire violenze e brutalità a motivo della fede professata, e, al tempo stesso, un invito a perseverare nella fede in Gesù Cristo, a testimoniare il suo Vangelo, ad amare e servire il prossimo. L'apostolo Paolo ci ricorda: "Cristo ci ha liberati perché fossimo liberi; state dunque saldi e non vi lasciate porre di nuovo sotto il giogo della schiavitù" (Galati 5,1).
Pertanto, godiamo di questa libertà come un dono che Dio ci ha fatto, ma anche come un affidamento di una grande responsabilità. Libertà e responsabilità, mai disgiunti dall'obbedienza della fede, dalla coscienza illuminata dalla Parola e dal servizio verso gli altri. Dunque, il messaggio universale di questa festa è questo: Dio è dalla parte di chi soffre l'ingiustizia e opera laddove le libertà dell'uomo, tutte le libertà, – religiosa, di fede, di pensiero, di coscienza - sono minacciate, perché la libertà è contemplata come parte del suo progetto di salvezza.
Palladino Aldo

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